I love Puccini

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Paola Sanguinetti, soprano e Davide Burani, arpa

Domenica 5 novembre 2017, Teatro Bibiena ore 17.00

G. Puccini (1858 - 1924)
Salve del ciel Regina, Aria sacra per soprano e organo
Sole e amore, Aria da camera
E l’uccellino, Aria da camera
Donde lieta uscì, LA BOHEME
Valzer di Musetta - arpa sola*, LA BOHEME
O mio babbino caro, GIANNI SCHICCHI
Senza mamma, SUOR ANGELICA
È ben altro il mio sogno, IL TABARRO
In quelle trine morbide, MANON LESCAUT
Chi il bel sogno di Doretta - arpa sola, LA RONDINE
Vissi d’arte, TOSCA

La voce toccante e passionale del celebre soprano Paola Sanguinetti e il virtuoso dell'arpa Davide Burani saranno impegnati in un programma di raffinata bellezza e raro ascolto. La scelta di utilizzare l’arpa per accompagnare i brani qui presentati non è casuale, ma è stata dettata principalmente da due motivi: il primo ha una sua precisa giustificazione storica. Infatti, si deve tenere presente che nell’Ottocento l’ascolto dell’Opera si allarga a fasce sociali sempre più ampie. In particolare la borghesia desidera raggiungere un decoro e un livello culturale che consolidino la sua sempre più forte posizione nella società; cercherà di ottenere questo anche attraverso la frequentazione di teatri e sale da concerto. Per favorire questa enorme richiesta di musica (teniamo conto che all’epoca non esistevano apparecchi elettronici che ne consentissero la riproduzione), gli editori musicali promossero una massiccia produzione di trascrizioni e riduzioni di brani d’opera e pezzi sinfonici per diversi organici cameristici – quali per esempio il pianoforte a quattro mani, il duo flauto e chitarra, e, appunto, l’arpa – che favorisse anche le esecuzioni nei salotti di casa di quanto si ascoltava fuori: è in questo ambito che prende piede e si sviluppa l’arte della trascrizione, che, da questo momento in poi, seguirà parallelamente l’evolversi della composizione musicale. Il secondo motivo nasce dal fatto che Giacomo Puccini utilizzò moltissimo l’arpa, strumento che trovò tra l’Ottocento e il Novecento un largo impiego in orchestra in virtù delle sue peculiarità timbriche, soprattutto nell’accompagnamento delle incantevoli arie delle sue straordinarie “eroine”.

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