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Metamorfosi del segno

Metamorfosi del segno

dall’Alahambra a Escher e ritorno

a cura di Giovanni Pasetti
Takuya Otaky, pianoforte
Venerdì 23 giugno Madonna della Vittoria ore 21.15

Benjamin Britten (1913 - 1976)
dalle Six metamorphosis after Ovid, Bacchus
Giulia Baruffaldi, oboe
Giovanni Pasetti
Dall’Alhambra a Escher
TA KUYA OTA KI, pianoforte (Primo premio Concours International de Piano d’Orleans, 2016)
Hector Parra (1976)
Caricies cap al blanc (Etude no.2)
Una pregunta (Etude no.5)
Manuel De Falla (1876 - 1946)
El Amor Brujo (L’amore stregone)
Pantomima
Danza del terror
Escena
Cancion del fuego fatuo
El circulo magico
A media noche
Danza Ritual del Fuego
Fantasia Baetica

Cosa uniscono la Spagna, Escher ed il giovane talento giapponese Takuya Otaki? L’inizio della parabola artistica di Escher passa per uno luoghi più suggestivi della la Spagna araba: il complesso residenziale dell’Alhambra. In quel luogo, nel 1926, l’artista olandese scoprirà quella tecnica delle tassellature che contraddistinse la sua produzione, ovvero quel procedimento decorativo, per cui forme attratte che si replicano simmetricamente, quasi all’infinito, vengono sottoposte a trasformazioni isomorfe, rotazioni, traslazioni, riflessioni. Un percorso nel meraviglioso guidato da Giovanni Pasetti. In campo musicale, nel XIX secolo, la Spagna, il suo folclore, i suoi colori, rappresentarono per i compositori di tutta europa una sorta di lezione di libertà improvvisativa, un bacino di “languori” e “accensioni improvvise”, al quale attinsero Liszt, Rimsky-Korsakoff, Debussy, Ravel e poi ancora Stravinsky. Lo spagnolismo contribuì certo a sviluppare, a trasformare parte del linguaggio musicale del XIX secolo, ma è anche vero il contrario. Gli autori francesi influirono sensibilmente sulle pratiche creative dei compositori spagnoli, tra cui Manuel De Falla (Cadice, 1876 - Alta Gracia, 1946), considerato l’impressionista spagnolo e protagonista del recital del giovane pianista giapponese, Takuya Otaki, vincitore della XII edizione del Concorso Internazionale pianistico d’Orleans. La musica di Hector Parra, tra i compositori iberici di oggi di maggior rilievo, trae spunto, invece, come molte delle poetiche contemporanee, da una quantità di riferimenti extra musicali che vanno dalla dalla biologia, alla fisica delle stringhe, alla pittura e scultura. I due brani, qui presentati per la prima volta in Italia, tratti dal ciclo degli Studi d’Arte riferiscono a due importanti figure dell’arte contemporanea: Jaume Plensa e i quadri astratti di Gerhardt Richter. Il Concorso Internazionale Pianistico d’Orleans, dal 1994 è aperto a pianisti di tutto il mondo, con l’obiettivo di seguire l’inizio e lo sviluppo della carriera concertistica dei giovani talenti ai quali vengono assegnati i numerosi premi. Competizione dedicata esclusivamente al repertorio pianistico del XX e XXI secolo e unico nel suo genere in Europa, è affiliata alla Federazione Mondiale dei Concorsi.

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