ottomani

Trasformazioni, trascrizioni, trasgressioni

Gli Ottomani

Amadeus piano Duo, Valentina Fornari, Alberto Nosè
Ebony piano duo, Maria Ala-Hannula, Leonardo Zunica
Lunedì 26 giugno Madonna della Vittoria ore 21.15

"La musica è spesso un occasione per viaggi curiosi. Per ascoltatori ed esecutori la musica costituisce terreno di scoperte,
di viaggi intellettuali, di sfide strumentali. In questo i compositori sono complici, nel trascrivere,
camuffare, creare e ricreare tasselli del passato musicale, disseminando le loro composizioni."

Philip Glass (1937)
Quattro Metamorfosi per pianoforte solo
Four Mouvements per due pianoforti
Karl Hermann Pillney (1896 - 1980)
Eskapaden eines Gassenhauers
Buffonate di una canzonetta. Variazioni parodistiche per ascoltatore con senno e per burloni musicali per pianoforte a quattro mani
Witold Lutoslawsky (1913-1994)
Variazioni su un tema di Paganini per due pianoforti
Gavin Bryars (1943)
Out of Zalesky Gazebo per due pianoforti a otto mani
Igor Stravinsky (1882 - 1971)
Suite da L’Uccello di Fuoco (trascrizione per due pianoforti a otto mani di Gabrio Taglietti)

L’appuntamento finale del percorso estivo di Eterotopie piano festival presenta un programma assai variegato. Protagonisti prima singolarmente poi a due pianoforti Ebony Piano Duo (formato da Leonardo Zunica e Maria Ala-Hannula) e Amadeus piano duo (composto da Valentina Fornari e Alberto Nosè) che insieme formano il progetto Gli Ottomani. Il concerto si apre con due cicli di composizioni di Philip Glass: la terza e quarta delle Four Methamorphosis per pianoforte solo nate come musiche di scena per una pièce teatrale basata sulla novella di Kafka; a seguire i quattro brani che formano i Four Mouvements per due pianoforti, un divertissement nel tipico stile di Glass, caratterizzato da ritmi in continua variazione e una vena melodica accattivante. Seguono le Variazioni per due pianoforti sul celebre tema del XXIV Capriccio di Paganini del compositore tra i maggiori della Polonia degli ultimi 50 anni, Witold Lutoslawsky, un brano sontuoso e di grande effetto. Le Eskapaden eines Gassenhauers (letterlamente Buffonate di una canzonetta) del compositore austriaco Karl Hermann Pillney sono una sorta di caso musicale nel repertorio a quattro mani. Un tema, la cui banalità è cesellata con gran cura, si trasforma a dispetto di qualsiasi previsione in alcuni dei brani più celebri della letteratura pianistica e musicale, da Bach a Liszt passando per Schönberg… Il concerto di chiude con due lavori per 2 pianoforti a otto mani. Out of Zalesky Gazebo è un lavoro del compositore inglese Gavin Bryars, la cui notorietà è ormai di scala planetaria. Il brano è curiosamente ispirato a due figure immaginarie di investigatori, Poggioli e Zalesky. Il primo cerca goffamente di risolvere i casi tentando diverse soluzioni fino ad incappare in quella giusta. Zaleski è, al contrario, “un modello di puro raziocinio, sempre rinchiuso nel suo studio, ascoltando un aria d’opera, e fumando hashish”. Le due personalità sono ben riconoscibili all’interno del pezzo… Trascrivere un pezzo orchestrale come l’Uccello di fuoco di Igor Stravinsky è una sfida non nuova, ma comunque avvincente. Commissionato dal progetto Gli Ottomani al compositore cremonese Gabrio Taglietti, questo adattamento restituisce, in una veste più intima, tutta la ricchezza e la vitalità di una composizione che ha rivelato il genio assoluto del compositore russo

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