Donizetti, Rossimi... il buffo all'opera

Donizetti, Rossini... il buffo all'opera

Eugenio Leggiadri Gallani, basso-baritono
Gabriella Orlando, pianoforte

Musiche della Ville Lumière tra Ottocento e Novecento
Venerdì 15 settembre, Loggia di Davide, ore 20.45

G. Donizetti (1797 - 1848)
Udite, udite o rustici Da “L’elisir d'amore”
Zitta, zitta, non piangete Da “L'ajo nell'imbarazzo”
Mascalzoni! Sfaccendati! Da “Le convenienze e inconvenienze teatrali”
Scelsi la via brevissima Da “Il furioso all'isola di San Domingo”
La mia casa per modello Da “Rita ou le mari battu"
G. Rossini (1792 - 1868)
La calunnia Da “Il barbiere di Siviglia”
A un dottor della mia sorte Da “Il barbiere di Siviglia”
Delle donne l'arroganza Da “L’italiana in Algeri”
Miei rampolli, miei rampolli femminini Da “La Cenerentola”
Sia qualunque delle figlie Da “La Cenerentola”

Il noto basso-baritono Eugenio Leggiadri Gallani, interpreta i principali personaggi maschili dell’opera buffa italiana, drammi giocosi, di origine napoletana, che raggiungono la massima popolarità nel 1700 conseguendo la perfezione con i grandi G. Rossini e G. Donizetti. La scrittura vocale presenta elevate difficoltà tecniche, massima velocità di articolazione oltre ad una spigliata e ironica verve interpretativa. La scrittura strumentale, invece, è asciutta, articolata, di un virtuosismo nitido e limpido. In programma quindi le più famose arie di Rossini e Donizetti con la collaborazione pianistica dell’ottima Gabriella Orlando. Rossini dilata le strutture dell’opera buffa conferendo ai lavori comici un’architettura imponente; tema fondamentale dei personaggi è l’inadeguatezza dell’uomo di fronte agli accadimenti, agli imbrogli in cui si trova coinvolto al di fuori della sua volontà. Le caratteristiche dell’opera rossiniana danno al genere quel respiro universale che i precedenti esempi mai erano riusciti ad avvicinare (a parte la grandezza di Mozart e di alcuni dei suoi personaggi in opere come Nozze di Figaro). Dopo Rossini l’unico compositore che ha lasciato capolavori nel genere comico è Donizetti che inserisce il pathos, l’elegia, il sentimento anche nell’opera buffa. Ne L’Elisir d’amore si dispiega, infatti, la miglior vena giocosa fatta di fresca invenzione, di spunti avvolti da malinconico lirismo; contestualmente la brillante vivacità del compositore si dispiega in alcune pagine di grande ironia

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