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Platero Y Yo

Platero Y Yo

Vanessa Gravina, voce recitante e Claudio Piastra, chitarra

Venerdì 29 settembre 2017, Madonna della Vittoria ore 20.45

M. Castelnuovo Tedesco (1895 - 1968)
Platero - Allegretto molto mosso, trottando
El pozo - Lento, misterioso
Amistad - Andantino grazioso
Los gitanos - Tempo di Habanera
Ronsard - Andantino grazioso
El canario vuela - Molto moderato, ma leggero e volante
Idilio de noviembre - Quieto, dolce e tenero
Golondrinas - Vivace leggero e volante
La flor del cammino - Lento, quieto e semplice
La muerte - Moderato, ma deciso e sinistro
Melancolia - Andantino elegiaco
A platero en el cielo de Moguer - Lento e meditativo

“Ci saranno ancora degli asini a Moguer? Domanda lecita per i lettori di Platero y Yo del grande poeta in ombra, Juan Ramòn Jiménez (Nobel per la letteratura 1956). Moguer è il paese dove è nato l’autore, Platero è l’asino più famoso della poesia del Novecento. Il libro maturato per molti anni, dal 1907 al 1916 è il ritratto interiore di un lirico che si interroga costantemente sulla vita e sul mondo. “Più che di un monologo poetico, si tratta di un dialogo fra il poeta e la natura... Il poeta si serve dell’asino per entrare nel mondo della natura e da lì conoscere la natura dell’uomo, a cominciare da se stesso...” (Carlo Bo edizione italiana 1991 - Passigli Editori). L’esecuzione è una selezione di brani tratti dai 28 che compongono l’opera omonima, scritta dall’eccelso compositore fiorentino Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968), a due anni dalla morte dell’amico poeta, nel 1960. Platero y yo spicca per singolarità, concepita per voce recitante e chitarra è un vero e proprio duo dove la parola viene trattata anche sotto l’aspetto musicale, con una precisa scansione nel tempo, fino a creare un affascinante e complesso intreccio tra le parti. Non dunque un testo con sottofondo musicale, magari d’impronta spagnola come la nazionalità del poeta farebbe supporre, né tanto meno una mera descrizione del testo. Suggeriamo di ascoltare l’opera con lo spirito suggerito dall’autore del testo: “questo non è un libro per bambini ma forse, per uomini bambini”.

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