Concerto inaugurale Stagione Concertistica 2019

Emmanuel Pahud, flauto
Eric Le Sage, pianoforte

CONCERTO INAUGURALE
Stagione concertistica 2019

Lunedì 7 gennaio 2019
Teatro Bibiena | ore 20.45

C. Reinecke (1824 - 1910)
Sonata “Undine” op. 167
Allegro, Intermezzo, Andante, Finale

F. Mendelssohn (1809 - 1847)
Sonata in fa maggiore (1838)
(arr. E. Pahud)
Allegro vivace, Adagio, Assai vivace

***

G. Mahler (1860 - 1911)
2 Lieder (arr. R. Kornfeil)
Rheinlegendchen - da „Knaben Wunderhorn“
Oft denk’ ich, sie sind nur ausgegangen - da „Kindertotenlieder“

S. Prokofiev (1891 - 1953)
Sonata op. 94 in re maggiore
Moderato, Scherzo, Andante, Allegro con brio

Il concerto si apre con la Sonata “Undine” di Carl Reinecke, bellissima e dolorosa, caposaldo del repertorio romantico flautistico, dedicata a Ondina, ninfa acquatica del folclore germanico e caratterizzata in particolare nel primo movimento da un andamento melodico che richiama proprio il fluttuare delle onde. Da Reinecke a Felix Mendelssohn, dal flauto al violino, le cui sonorità mutano attraverso i timbri del flauto per un’interpretazione nuova, dalle sfumature vivaci e con quella dolcezza propria dello strumento a fiato. Con l’arrangiamento dei due lieder di Gustav Mahler, tratti dalle raccolte “Knaben Wunderhorn” e dalla celeberrima “Kindertotenlieder”, il flauto si accosta allo strumento per eccellenza: la voce. Lo strumento di Emmanuel Pahud diviene voce, perde la propria materialità per essere solo musica, attraverso il soffio e il suono. Seguendo un criterio di circolarità, con la Sonata op. 94 di Sergej Prokofiev si ritorna ad un pilastro della letteratura originale flautistica, tra i brani più rappresentativi di tutti i tempi per questo strumento, completa di ogni possibile mezzo espressivo volto ad esaltarne le caratteristiche: la dolcezza e l’incisività, l’infinita gamma di nuances, l’agilità del registro acuto e il fascino del registro grave, la liricità come la forza dirompente ed esplosiva del movimento finale. Prokofiev scrisse questa sonata nel 1943. L’anno successivo, su suggerimento di David Oistrach, ne pubblicò una versione per violino, anticipando inconsapevolmente il caleidoscopico gioco di prospettive sonore protagonista della serata inaugurale di MantovaMusica 2019.