Il classico incontra il jazz

Claudio Piastra and Jazz Piano Trio

Claudio Piastra, chitarra
Simone Pagani, pianoforte
Franco Catalini, contrabbasso
Marco Tolotti, batteria

Il classico incontra il jazz

Sabato 17 agosto 2019
Piazza Leon Battista Alberti | ore 21.15

R. Joshua Moretti (1951)
Suite da Cineromanza per chitarra e trio jazz Desertica-Santor-Sabbia dedicata a Claudio Piastra

P. Desmond (1924 - 1977)
Take five per trio jazz (pianoforte, contrabbasso e batteria)

C. Bolling (1930)
Concerto for Classic Guitar and Jazz Piano
Hispanic Dance
Mexicaine
Invention
Serenade
Rhapsodic
Africaine
Finale

C’era una volta una sera d’estate a Mantova, nella suggestiva cornice di piazza Leon Battista Alberti. C’erano una chitarra e un trio jazz (pianoforte, contrabbasso e batteria). Arrivarono Riccardo Joshua Moretti, Paul Desmond e Claude Bolling e fu magia… Un incantesimo dalle mille sfaccettature e dalle infinite ramificazioni. È la magia dell’incontro tra la musica classica e il jazz, che ha forse nel compositore francese Claude Bolling, il cui Concerto per chitarra classica e jazz piano trio costituisce il fulcro della serata, il più significativo esponente del XX secolo. Bolling (autore tutt’ora vivente), iniziò gli studi pianistici all’età di 14 anni sviluppando fin dal principio una tecnica impressionante. La sua versatilità e il suo estro compositivo lo portarono a scrivere una serie di suite e concerti per strumento solista e jazz piano trio, che incise lui stesso in veste di pianista, in collaborazione con i più grandi strumentisti della seconda metà del ‘900 come Jean-Pierre Rampal e James Galway, Yo-Yo Ma, Maurice André, Pinchas Zukerman e il chitarrista Alexandre Lagoya, dal cui sodalizio nacque il concerto che ascoltiamo questa sera. Il jazz-classico di Claude Bolling è un jazz non improvvisato, ma “scritto” con minuzia, precisione, indicibile raffinatezza nella commistione dei timbri e grande maestria nel tracciare il sentiero alle metamorfosi dei generi. E la sapienza di Bolling sta anche nel lasciare all’interprete, tra le righe della partitura, libertà esecutiva e di improvvisazione, così che questa musica risulterà di grande soddisfazione sia per il musicista classico che per il jazzista più puro. Oltre che, ovviamente, per l’ascoltatore.