Ensemble Borromini

Ensemble Borromini
Barbara Ciannamea
, violino
Linda Hedlund
, violino
Giuseppe Nese
, flauto
Claude Hauri
, violoncello

Ensemble Borromini

Giovedì 19 aprile 2018
Auditorium Monteverdi | ore 20.45

A. Vivaldi (1678 - 1741)
Concerto in re maggiore per flauto, archi e continuo "Il gardellino" RV 428
Allegro - Cantabile - Allegro

Concerto in mi bemolle maggiore per due violini, archi e continuo RV 515
Allegro - Largo - Allegro

W.A. Mozart (1756 - 1791)
Divertimento per archi in re maggiore KV 136
Allegro - Andante - Presto

N. Paganini (1782 - 1840)
Tema e Variazioni sul tema "Dal tuo stellato soglio" dal Mosè in Egitto di Rossini per violoncello e archi

J. Massenet (1842 - 1912)
Meditation da "Thaïs" per violino e archi

J. Sibelius (1865 - 1957)
Suite op. 117 per violino e archi
Country Scenery - Evening in Spring - In the Summer

F. Doppler (1821 - 1883)
Fantaisie Pastorale Hongroise op. 26 per flauto e archi

È noto che Vivaldi scrisse più di cinquecento concerti, alternandoli alla composizione di circa cento Opere teatrali. Li realizzò per i più svariati organici e a volte per specifici strumentisti. Sono sei i Concerti op. 10 che Vivaldi dedicò al flauto e che vennero pubblicati ad Amsterdam nel 1728, nella piena maturità del compositore. Questi concerti sono, in tipico stile vivaldiano, composti da tre movimenti Allegro - Adagio - Allegro. Il CGardellino" spicca per il marcato senso descrittivo e il virtuosismo dello strumento principale. Il concerto per due violini e continuo RV 515 è invece in stile concertante, con i solisti che emergono dal gruppo per duellare (nei tempi veloci) o duettare amorevolmente (nel Largo) per poi immergersi nel "tutti" generale. Questa particolare alternanza, di cui già Torelli aveva anticipato la struttura, fu portata da Vivaldi a un grado di espressività sconosciuta fino al suo tempo. Il Divertimento per archi in re maggiore KV 136 è il primo dei tre che Mozart scrisse sedicenne nel 1772, anno fervidissimo di incontri e di composizioni del suo terzo viaggio in Italia, ed è già intriso di quella grazia che rese inimitabile il suo autore, e ce lo fa così caro. Il termine Divertimento è tuttavia improprio, perché tali erano definite composizioni con carattere di intrattenimento e comprendenti almeno due Minuetti, mentre nei tre Divertimenti di questo gruppo non figura alcuna forma di danza. Si tratta più propriamente di Sinfonie per archi, come sottolinea Alfred Einstein nella sua celebre monografia dedicata a Mozart. Le virtuosistiche Variazioni di Paganini su un famoso tema di Rossini dovettero rappresentare, per il suo autore, l'ennesima occasione per sfoggiare la propria diabolica bravura. Concepite per essere eseguite usando esclusivamente la corda più grave del violino, costringono l'esecutore a compiere autentiche acrobazie per essere eseguite. È ormai abituale ascoltarle pure dai violoncellisti, che eseguono il brano anch'essi su una sola corda, stavolta la più acuta del loro strumento. La celeberrima Meditation di Massenet è un intermezzo strumentale posto tra le scene del II Atto dell'opera Thaïs. Il monaco Athanaël affronta la bella Thaïs, devota a Venere, per persuaderla a cambiare vita, e sarà proprio il momento di meditazione rappresentato in modo sublime dalle note di Massenet a spingerla a seguire il monaco nel deserto. Il brano possiede una tale forza espressiva che è stato presto adattato per vari strumenti solisti e ensemble, ed è diventato uno degli encores più famosi e più spesso eseguiti in concerto. La Suite op. 117 di Sibelius è un progetto rimasto incompiuto. I tre movimenti risalgono al 1929 e sono rimasti inediti per lungo tempo, con la prima esecuzione avvenuta solo nel 1990. Il clima è di sereno naturalismo, con già dai titoli evidenti riferimenti a suggestioni campestri nelle diverse stagioni dell'anno. Franz Doppler, figlio d'arte, fu eminente flautista oltre che compositore e molti suoi lavori furono destinati al flauto solista o al duo di flauti, per essere eseguiti assieme al fratello Karl, flautista anch'egli. La Fantasia Pastorale Ungherese è un brano classico del repertorio per questo elegante strumento. Consiste di tre movimenti, con alla base motivi di ispirazione popolare e appare molto ben congegnata per dare il massimo risalto al flauto, alle sue volute virtuosistiche e alla sua tenue malinconia.