Un insolito Ludwig!

Stefano Giavazzi, pianoforte
Franco Mezzena, violino
Ramon Jaffe, violoncello
Lorna Windsor, soprano

Un insolito Ludwig!

Lunedì 11 giugno 2018
Palazzo Te, Sala dei Cavalli | ore 21.15

Ludwig van Beethoven (1770 - 1827)
Variazioni per violoncello e pianoforte sul tema Bei Mannern di Mozart op 46

Sei Lieder
Mir einem gemalten Band (Op.83,n.3)
Sehnsucht (Die stille Nacht umdunkelt)
Neue Liebe, neues Leben (Op.75,n.2)
Wonne der Wehmut (Op.83,n.1)
Sehnsucht (Was zieht mir da Herz) (Op.83,n.2)
Ich liebe dich

Variazioni per violino e pianoforte sul tema Se vuol ballare di Mozart op 40

Volkslieder per soprano, pianoforte, violino e violoncello
Again my lyre
Sunset
O let the night my blushes hide
The sweetest lad was Jamie
The fair maids of Mona
Music, love and wine

Non ci sono dubbi che quello definito da questo programma sia un "insolito Ludwig". Insolito perché le pagine selezionate non appartengono al novero delle più conosciute ed eseguite sebbene nulla di questo musicista possa dirsi meritevole di dimenticanza. Per violoncello e pianoforte sono piuttosto battute le cinque sonate, mentre quasi ignoti sono i tre cicli di variazioni tra i quali quello qui scelto consistente in Sette variazioni su “Bei Männern, welche Liebe fühlen” dal Flauto magico di Mozart, scritto probabilmente entro il 1801. Simile la situazione riguardante il duo di violino e pianoforte per il quale i corpus delle dieci sonate è imprescindibile. Non altrettanto note le Variazioni su "Se vuol ballare signor contino" dalle Nozze di Figaro di Mozart: dodici variazioni che come nelle precedenti, i due strumenti giocano brillantemente fra dimostrazioni di bravura ed oasi riflessive nel tono dell'intrattenimento ma anche nella misura di uno stile che rimane sempre distinguibile. Rara anche la fermata sui lieder, che specialmente in Italia continuano a rimanere poco diffusi. Le pagine in buona parte provengono dall'op. 75 e dall'op.83 (entrambe risalenti al biennio 1809-1810) e confermano la predilezione del musicista per i testi di Goethe, poeta del quale fu ardente ammiratore, mentre altri mostrano la sua attrazione per i motivi d'origine popolare, ai quali fornisce una veste sonora nobilitante e tutt'altro che convenzionale specie quando il canto si accompagna all'intervento strumentale del trio con pianoforte. Convergono per questa serata beethoveniana il canto del soprano italo-inglese Lorna Windsor, la cui carriera nei teatri d'opera s'è ben bilanciata con l'approfondimento del repertorio da camera; quindi il violino di Franco Mezzena, figura estremamente attiva di valoroso concertista e didatta; il violoncello del lèttone Ramon Jaffé, dalle molteplici presenze nelle maggiori sale europee; ed il pianoforte di Stefano Giavazzi, il cui vasto repertorio dà misura dei suoi molti interessi e della sua versatilità.