Concerto / Conferenza - Flauto e fortepiano

Ubaldo Rosso, flauto
Francesco Pasqualotto, fortepiano

Concerto / Conferenza
Flauto e fortepiano

Domenica 5 maggio 2019
Palazzo d'Arco, Sala degli Antenati | ore 17.00

Pianoforte storico
W. Tomaschek 1840 c.a.

Flauto a 8 chiavi, copia in ebano
da A. Grenser c.a. (1790)
costruito da M. Wenner (2018)

C.F. Abel (1723 - 1787)
Sonata per flauto e piano n. 1 op. 3
Allegro
Cantabile
Scherzando

C.P.E. Bach (1714 - 1788)
Sonata per flauto solo in la minore
Adagio non tanto
Allegro, allegro

F. Schubert (1797 - 1828)
Improvviso n. 1 op. 90
Tema e variazioni op. 160 “La bella Molinara”

Il concerto che vede in scena Ubaldo Rosso e Francesco Pasqualotto ha in realtà come veri protagonisti gli strumenti musicali: il flauto - a 8 chiavi in ebano, di recente costruzione, ma copia da un esemplare di A. Grenser del 1790 - e il pianoforte, esemplare storico di W. Tomaschek del 1840.
Il programma si inquadra coerentemente in un’epoca che va dal periodo galante fino all’era tardo classica/proto romantica, a cavallo di un cambiamento epocale che renderà interessante per l’ascoltatore scoprire i “sintomi” romantici già insiti nei brani classici, così come gli stilemi classici ancora presenti nel repertorio ottocentesco. L’incipit della Sonata in la minore per flauto solo di Carl Philipp Emanuel Bach è un esempio di come nell’animo degli artisti dell’epoca già palpitino i germi di quella Sehnsucht che costituirà uno dei tratti identificativi della poetica di Franz Schubert. Il suo Improvviso n. 1 op. 90 in do minore ha un andamento discorsivo, molto raccolto e intimo, con l’insistenza sempre sullo stesso tema, ampliato e sviluppato con delicatezza di armonie. Introduzione, tema e variazioni op. 160 D 802 per flauto e pianoforte – sul tema del lied Trockne Blumen (Fiori recisi) dalla raccolta Die schöne Müllerin – rappresenta l’unica composizione di Schubert per questo organico, capolavoro indiscusso nella letteratura flautistica di tutti i tempi. L’inizio dell’Introduzione ricorda il battito del cuore: da qui sgorga il canto del flauto, prima pianissimo poi in un’esplosione di suono che porta l’armonia a mutare in una tonalità maggiore. Minore e maggiore si alternano lungo il corso delle variazioni, alcune dolcissime, altre impetuose, fino all’apparente spensieratezza dell’Allegro finale.